Tessuti per Arredamento: Solo una scelta stilistica?

Tessuti per Arredamento: Solo una scelta stilistica?

Scegliere il tessuto per il divano (o per l’arredamento in generale) è una scelta di grande sensibilità estetica, ma anche di conoscenza tecnica derivante dalla competenza sui filati.

I tessuti per l’arredamento sono molto diversi dai tessuti dell’abbigliamento o dell’arredo casa (es. le tende). Si presentano come una perfetta sintesi di caratteristiche funzionali ed estetiche. Sotto l’aspetto tecnico i prodotti devono soddisfare i requisiti che il mercato della progettazione impone ai materiali, inoltre devono soddisfare i requisiti di utilizzo, soprattutto per quanto concerne la durata, la resistenza allo scolorimento e non ultimo, soddisfare le esigenze di manutenzione, pulizia e lavaggio.

Allo stesso tempo devono offrire un’ampia varietà e qualità estetica, nonché una “mano” che soddisfi diverse esigenze di stile e di gusto.

Lo sforzo dei produttori di unire le caratteristiche tecniche ed estetiche di diversi filati, rende possibile una scelta infinita di combinazioni per la massima personalizzazione del proprio divano e rende possibili continue novità spesso carpite al mondo della moda.

Prima di tutto in un tessuto bisogna trovare i colori che, per affinità o complementarità, donano all’arredo della casa l’immagine desiderata. Monocolore o fantasia geometrica multicolore o anche disegni floreali, il mercato dei tessuti permette di scegliere la tipologia di tessuto più adatta e quindi ricreare nel proprio ambiante lo stile desiderato. Formale, informale, metropolitano, country, nordico, provenzale, classico qualunque sia lo stile che si vuole ricreare in casa propria … un tessuto adatto si trova!

Per scegliere il tessuto giusto, o quantomeno per scartare subito le opzioni meno valide, è necessario conoscerne le principali caratteristiche. Sarà meglio il lino o il cotone? La seta o la viscosa? Le possibilità sono infinite!

Perché conoscere le caratteristiche dei tessuti per arredamento? Perché in questo modo potrete comprendere con più facilità quello che vi serve e quello che invece è meglio lasciar stare. Ad esempio se soffrite di allergie, una buona idea è optare per tessuti in lino, che non raccolgono polvere, muffe e batteri.

Avendo ragionato un po’ sulle proprie esigenze si potrà anche comunicare con più precisione quello che si vuole al personale di vendita. E’ per questo che vi proponiamo questa guida che descrive i principali tipi di tessuto per arredo.

Possiamo classificare le fibre tessili in 3 tipologie:

Fibre Naturali: ossia di origine vegetale (es. lino, cotone, canapa, iuta etc.) o animale (es. lana, seta, mohair, alpaca etc.).

Fibre artificiali: sono prodotte in modo chimico utilizzando elementi già esistenti in natura (es. lavorando la cellulosa). Esempi comuni sono il Rayon, l’acetato o la viscosa.

Fibre sintetiche: sono prodotte in modo chimico usando elementi che non esistono in natura ma che sono stati sintetizzati dall’uomo. Comunissimi l’acrilico, il poliestere e il Nylon.
Ovviamente i 3 tipi di fibre tessili possono essere mescolati tra loro per dar vita a infinite combinazioni di aspetto, morbidezza, peso etc.

Tratteremo solamente i tessuti più conosciuti. Partiamo dai tessuti naturali

– Lino.

È un prodotto antichissimo, di origine naturale-vegetale (si ottiene da una pianta), con molteplici virtù. Il suo aspetto è brillante, più liscio del cotone ma meno della seta. E’ antistatico, ossia non attira la polvere, è un buon isolante termico e sonoro e riflette i raggi ultravioletti.

Avendo un grado di elasticità bassissimo, tende a non deformarsi con i lavaggi ed a diventare sempre più morbido; se di buona qualità, può essere lavato infinite volte, senza rovinarsi e ingiallirsi.

E’ un tessuto che assorbe bene l’umidità, è anallergico, è molto igienico poiché non attira la polvere né favorisce la proliferazione batterica e, lavato, non trattiene residui di sporco e calcare;

Questi pregi lo rendono ideale per la confezione di panni da casa, asciugamani e biancheria da letto in grado di offrire un fresco e igienico riposo.

Come per le altre fibre, il lino può essere usato puro oppure in combinazione con altre fibre, naturali o non.

Tra gli svantaggi del lino troviamo il fatto che non tollera bene il candeggio e soprattutto che si sgualcisce facilmente. Estremamente resistente al lavaggio, se di cattiva qualità o mischiato con fibre scadenti, però, può restringersi o perdere colore dopo il lavaggio.

– Cotone.

E’ una fibra di origine vegetale conosciuta e usata da millenni.
Generalmente più economico del lino e della seta, è venduto in qualità e prezzi molto diversi. Per comprendere quanto sia versatile, basta pensare che dal cotone si ricava la spugna per gli asciugamani da bagno ma anche il denim per realizzare i famosi pantaloni, o filati molto resistenti e usati nell’arredamento sia come rivestimenti di divani che tappeti.

Infatti le fibre del cotone, a seconda della specie della pianta, del tipo di coltivazione, del suolo e del clima, presentano notevoli differenze.

Una prima differenza riguarda la lunghezza delle fibre, che possono essere corte, medie o lunghe: più lunga è la fibra e più resistente, e anche costoso, è il tessuto che ne deriva.

La resistenza e la qualità del tessuto dipendono anche dalla regolarità delle fibre e dallo spessore del tessuto. Le migliori qualità di cotone, permettono di produrre un tessuto molto fitto e setoso. In generale il cotone migliore viene dall’America Settentrionale, mentre quello più scadente dall’India.

Resistente all’usura, il cotone assorbe bene l’umidità, è traspirante e resiste a lavaggi, candeggiature e stirature, per cui è adatto alla confezione di biancheria da bagno e da letto.

Il cotone tende, però, a scolorire o ingiallirsi con i lavaggi frequenti e l’esposizione ai raggi solari. Gualcisce meno del lino ma è un peggior isolante termico, è meno resistente e più soggetto a strappi. Rispetto al lino, inoltre, è più soggetto alla proliferazione batterica. Tuttavia ci sono trattamenti che rendono il cotone ingualcibile e resistente a muffe e batteri.

Il cotone è un tessuto talmente versatile, e relativamente economico, che ci sentiamo di consigliarlo a tutti coloro che cercano un tessuto per la casa naturale, senza eccessive pretese e poco costoso. Naturalmente il costo e la qualità, come già detto, varieranno caso per caso a seconda della qualità dello stesso. Per il lavaggio in acqua è bene che sia stato sottoposto ad un pre-lavaggio, che ne previene il suo restringimento successivo.

– Lana

La lana, si sa, è una fibra naturale di origine animale.

Anche le fibre della lana possono essere lunghe, medie o corte e il loro spessore può essere fino, ordinario o grossolano. Le varietà di lana sono numerosissime poiché dipendono dal tipo di animale (da vari tipi di ovini a camelidi etc.), dalla zona del corpo dell’animale che viene tosata e ancora da altri numerosi fattori, anche inerenti la lavorazione.

Tra le caratteristiche più interessanti troviamo l’ottima capacità termoisolante, sia dal freddo che dal caldo, la capacità fono isolante, che protegge dai rumori, l’eccellente capacità di assorbimento dell’umidità, la grande resistenza all’usura, la naturale proprietà ignifuga, che la fa attaccare dal fuoco con molta difficoltà, l’antistaticità e la resistenza a muffe e batteri. Inoltre, essendo elastica, si sgualcisce molto raramente.

Di contro può essere attaccata dalle tarme, si ingiallisce se esposta alla luce del sole, asciuga lentamente quando lavata. L’alta temperatura, i lavaggi frequenti, soprattutto con sfregamento, ed il sapone tendono ad infeltrirla; dunque il modo più rapido per infeltrire un capo o una coperta di lana è metterli in lavatrice spesso, ad alta temperatura e con un sapone non specifico. Viceversa, conserveremo la bellezza della lana lavandola a mano, con un ammollo breve, senza strofinare, a temperatura delicata e con sapone specifico. Al termine del lavaggio, va sciacquata bene in acqua fresca, senza strizzarla e possibilmente poggiandola su un panno, lasciando che si asciughi lontano da fonti di calore e non esposta ad un forte sole. In aggiunta esistono appositi trattamenti antinfeltrenti.

– Seta

Fibra antica e preziosa, derivata dal baco da seta, a seconda della lavorazione può essere più o meno liscia e lucida; ad esempio la seta cruda e la seta addolcita sono più ruvide, la seta cotta è lucidissima e morbida.

La seta è robusta nonostante lo spessore ridotto, è leggera, abbastanza elastica, buon isolante termico, ottima da colorare e, naturalmente, di grande resa estetica.

E’ bene, però, non macchiarla con profumi e deodoranti, non candeggiarla, non lavarla in lavatrice, ma a secco o a mano, sciacquandola in acqua fredda, non stirarla a temperature troppo elevate.

Inoltre la seta ha un costo abbastanza elevato, anche se ovviamente le sue varianti più pregiate e preziose vengono usate solo per capi di biancheria di lusso piuttosto che per l’arredo.

Anche sotto forma di raso di seta, velluto di seta, broccati e damaschi, è molto usata per tende, rivestimenti e tappezzerie di case moderne o classiche ma sempre di classe.

– Canapa

La canapa è una fibra economica, generalmente abbastanza spessa e ruvida, ma con molti pregi.

E’ un buon isolante termico ed acustico, resiste a muffa, parassiti e funghi, è anallergica, è resistente (resiste molto meglio agli strappi rispetto al cotone), ha buone capacità di assorbire l’umidità, esposta all’aria per una notte perde gli odori di cui si era impregnata, e protegge dai raggi infrarossi e dagli UVA. Queste caratteristiche la rendono ideale per mantenere il microclima interno delle abitazioni.

Viene usata per tende, rivestimenti, tappeti mentre è sconsigliata per la biancheria da letto e da bagno benché esistano anche tessuti di canapa molto fini utilizzabili anche per le lenzuola o l’abbigliamento.

Economico ed estremamente ecologico (per le caratteristiche della sua coltivazione), è apprezzatissimo da vegetariani, vegani ed ecologisti.

Ha uno stile peculiare che si coniuga soprattutto con un arredamento moderno con tocchi retrò o, nei colori naturali e chiari, con gli stili country e shabby-chic. Non si abbina, invece, all’arredamento classico ed elegante. Da non sottovalutare per realizzare originali tende o copridivani.

Passiamo adesso a descrivere caratteristiche, vantaggi e svantaggi dei tessuti artificiali e sintetici, continuando la nostra guida ai tessuti per arredamento.

Ricordiamo che i tessuti artificiali sono ottenuti con un procedimento chimico da elementi che esistono già in natura (ad esempio la cellulosa), mentre i tessuti sintetici non hanno alcuna derivazione naturale.

I tessuti artificiali, in genere, assorbono molto l’umidità e faticano ad asciugare ma sono più traspiranti e antistatici di quelli sintetici; i tessuti sintetici hanno caratteristiche molto diverse tra loro.

– Alcantara

L’Alcantara assomiglia alla pelle scamosciata ma è in realtà un tessuto sintetico.

Resistente, morbido e dall’aspetto cangiante, è disponibile in moltissimi colori e lavorazioni (stampe, ricami, goffratura o anche intagli a laser). Può essere trattato per diventare ignifugo.

Per questi suoi pregi l’Alcantara viene spesso utilizzato per gli interni di automobili e imbarcazioni e per l’arredamento d’interni, in particolare per divani, poltrone, sedie e pouf.

Svantaggi: non è economico e richiede una certa manutenzione. Anzitutto va spolverato delicatamente e spesso con una spazzola o un panno asciutto o, meno frequentemente, con un panno bagnato ma sempre bianco, in modo da non trasferire il colore sull’Alcantara, evitando sempre l’ausilio di apparecchi a vapore.

Se si verificano delle macchie, è meglio intervenire subito, prima che la macchia si secchi, rimuovendo il più possibile la sostanza e poi trattando la macchia in modo diverso a seconda della sua natura (ad esempio sangue e uovo vanno trattati con acqua fredda). In generale non bisogna strofinare la macchia “a secco” perché in questo modo non si fa altro che farla espandere.

Infine l’Alcantara è lavabile in lavatrice ma a 30 gradi, con sapone delicato, senza centrifuga e senza candeggio. La stiratura va effettuata preferibilmente interponendo un panno bianco tra l’Alcantara ed il ferro da stiro.

– Microfibra

La microfibra è una fibra di derivazione sintetica o artificiale (a seconda della composizione) la cui qualità dipende dalla sottigliezza delle fibre: più sono sottili, più il tessuto che se ne ricava è pregiato.

Dalla microfibra si ricava un tessuto impermeabile, leggero, resistente allo sporco, resistente ai lavaggi ad alte o medie temperature purché senza ammorbidenti e candeggina.

Morbida e traspirante, disponibile in tantissimi colori, la microfibra è antiacaro e anallergica, tanto che viene usata anche per realizzare indumenti intimi.

La microfibra, col suo aspetto scamosciato e vellutato, è spesso usata per il rivestimento delle sedute, anche perché ha un prezzo inferiore a quello dell’Alcantara.

La microfibra non va, però, esposta troppo al sole ed è elettrostatica, per cui attira ed assorbe la polvere (è per questo che viene utilizzato per realizzare gli appositi pannetti antipolvere) ed i peli degli animali. Se si macchia, andrebbe pulita prima che la macchia secchi. Di contro è facilmente lavabile in lavatrice oppure, se si tratta di rivestimenti non sfoderabili, può essere spolverata con l’aspirapolvere. Tra gli svantaggi troviamo anche il fatto che di solito non viene stampata ed è di un solo colore.

– Viscosa o Raion

La viscosa è una fibra artificiale che deriva dalla cellulosa e che viene spesso mescolata al cotone.

Dalla viscosa si ricava un tessuto morbido che al tatto può assomigliare alla lana, alla seta o al cotone, a seconda del tipo di lavorazione.

La viscosa ha una lucentezza serica, tanto che viene chiamata “seta artificiale”. Per questi motivi, la viscosa è spesso scambiata per un tessuto naturale mentre, anche se derivata da cellulosa, è comunque una fibra artificiale, tant’è che viene ignorata dalle tarme.

La viscosa ha una resistenza media agli strappi, tende a gualcire facilmente e talvolta è soggetta al restringimento quando lavata in acqua. In ogni caso si consiglia di lavarla a temperature delicate, senza centrifuga e senza ammorbidente.

– Acetato

E’ una fibra artificiale derivata dalla cellulosa. L’acetato è lucido, morbido (al tatto somiglia alla seta), fluido, elastico, facile da tingere in colori brillanti, non gualcisce e non è attaccato dalle tarme. Non si restringe, non stinge durante il lavaggio e asciuga in fretta.

Tra gli svantaggi troviamo il fatto che è abbastanza elettrostatico, dunque non respinge la polvere, e che non sopporta bene le sfregature. Assomiglia alla seta ma è più pesante e, a differenza di quest’ultima, facilmente infiammabile.

Inoltre va lavato a basse temperature, possibilmente a mano, e stirato solo se strettamente necessario. Se viene smacchiato con prodotti contenenti acetone, l’acetato può letteralmente sciogliersi.

– Nylon o Poliammidica

E’ una fibra sintetica il cui nome deriva dalle abbreviazioni delle città di New York (NY) e Londra (Lon).
Di aspetto lucido e brillante, è resistente ad usura e strappi ed elastico; infatti viene spesso aggiunto alla fibre naturali per aumentarne resistenza e brillantezza.

Va lavato a basse temperature e, se la stoffa è bianca, tende ad ingiallire. Inoltre è infiammabile, a meno che non venga sottoposta a trattamento per ritardare le fiamme.

– Poliestere o Pile

Fibra sintetica molto diffusa, sia da sola che mescolata ad altre fibre, in particolar modo il cotone.
E’ una fibra morbida e calda, e la sua elasticità la rende difficile da gualcire. Poiché non assorbe l’umidità, tende a rimanere asciutta ma è anche poco traspirante. Non richiede particolari accortezze nel lavaggio e di solito non richiede di essere stirata.

Spesso “spiacevole” a diretto contatto con la pelle, tende anche ad attirare la polvere, per cui la sconsigliamo per rivestire divani e sedie per chi soffre di allergie respiratorie e dermatologiche. Inoltre il poliestere è poco adatto all’esterno poiché l’esposizione massiccia al sole ne riduce la resistenza.

– Acrilico

E’ una fibra sintetica di aspetto simile alla lana. Morbida, voluminosa e calda, non gualcisce, resiste alla luce e agli agenti atmosferici. Viene spesso mescolata ad altre fibre, sia naturali che chimiche, aumentando la morbidezza e la facilità di stiraggio del tessuto.

E’ una fibra spesso apprezzata da alcuni vegani ed ecologisti poiché abbastanza simile alla lana senza essere di origine animale, mentre altri la criticano per l’artificiosità dei processi produttivi, giudicati poco rispettosi dell’ambiente.

E’ disponibile in molti colori che resistono bene ai lavaggi, purché a basse temperature, così come a bassa temperatura va effettuato lo stiraggio.

L’acrilico è molto usato soprattutto per le tende da esterni, ovviamente con trattamenti impermeabilizzanti e rinforzanti.
Un tempo per fare tende da esterni si usava il cotone, ma l’acrilico è più robusto e leggero, non imputridisce a causa dell’acqua ed i suoi colori resistono molto meglio agli agenti atmosferici. Inoltre non è intaccato da tarme, muffe e microrganismi. Svantaggi: è infiammabile.

I testi di conformità.

Tutti i tessuti vengono sottoposti a test di conformità che ne determinano le caratteristiche tecniche. I test sono numerosi e spesso riguardano le principali esigenze di lavorazione delle industrie come ad esempio l’elasticità o allungamento. Un tessuto troppo elastico viene direttamente scartato dalle aziende che producono prodotti di qualità. Un prodotto troppo elastico allarga le cuciture, non segue un buon allineamento nel taglio. Un tessuto troppo liscio, scivoloso, tende a muoversi e “ruotare” su se stesso soprattutto nei cuscini di seduta disallineando completamente le linee di cucitura.
Tralasciamo dunque queste caratteristiche che (si spera) l’azienda abbia precedentemente valutato (e di conseguenza i tessuti difettosi non dovrebbero essere inseriti in campionario), per soffermarci su alcuni test determinanti per l’uso quotidiano.
Prima di tutto parliamo del test MARTINDALE che riguarda la resistenza all’usura. Praticamente il tessuto viene sottoposto ad uno sfregamento mediante un cilindro. Dopo un certo numero di giri il filato comincia a dare i segni di cedimento.
Dunque se un filato verrà classificato con segni di cedimento dopo 10.000 giri ed un altro dopo 30.000 o 100.000 giri è il dato fondamentale con il quale un consumatore può valutare la resistenza all’usura doppia, tripla o quadrupla di un tessuto rispetto ad un altro, a seconda del numero indicato nella sulla scheda prodotto che accompagna il divano.
Un altro dato fondamentale è l’indicazione delle norme di lavaggio. Se lavabile in acqua o a secco. Nel caso di lavaggio in acqua verificare il restringimento perché spesso nella descrizione possiamo trovare scritte del tipo
“… restringimento del 2% …” potrà anche sembrare poco ma immaginate uno schienale di 150 cm. Se dopo il lavaggio si restringerà del 2% misurerà 147 cm! Sarà molto complicato rivestire lo schienale e molto elevato il rischio di qualche strappo!
Se avete un divano notevolmente esposto alla luce del sole o a luci artificiali molto forti controllate anche la resistenza alla luce. Cercate l’indice più elevato possibile.

Ecco un esempio di scheda rivestimento in tessuto:

 

I simboli di lavaggio.

Siamo sicuri di ricordarci cosa significano, ma senza leggere la soluzione sotto?

VASCHETTA: lavaggio in acqua
CERCHIO: lavaggio professionale a secco
TRIANGOLO: candeggio
QUADRATO CON UN CERCHIO ALL’INTERNO: asciugatura con asciugatrice a tamburo rotativo
FERRO DA STIRO: stiratura

Se c’è una X sul simbolo: il trattamento NON deve essere eseguito.

I simboli base contengono altre più specifiche indicazioni.
Lavaggio: nella vaschetta il numero indica la temperatura dell’acqua della lavatrice e la figura della mano ci dice che deve essere lavato manualmente.

Se non è consentito il lavaggio in acqua vi sarà il cerchio del lavaggio a secco, allora, dovremo portarlo in tintoria e sull’etichetta vi sono lettere (A, F, P) che indicano all’operatore della lavanderia che tipo di solvente usare. Se c’è la X sul cerchio, lo possiamo lavare solo in acqua.

Invece questi simboli interessano anche noi per sapere se possiamo candeggiare il capo. Lo si può fare con sicurezza sulle fibre naturali, in particolare il cotone, di colore bianco. Se ci sono macchie su altri tipi di tessuto, portare in tintoria per evitare macchie scolorite, buchi ecc.

Se abbiamo lavato il capo, a mano o in lavatrice, come lo dobbiamo asciugare? Centrifugandolo? Mettendolo nell’asciugatrice a 60°? Stendendolo sul filo con le mollette?

Finalmente asciutto, lo possiamo stirare, ma come?

Come vedete meglio perdere qualche minuto in fase di acquisto per non trovarci in difficoltà successivamente ed evitare problemi di cura e manutenzione del rivestimento.