La nostra Azienda a Gravina “il nostro territorio”

Il nome “Gravina” proviene dalle gravine: spaccature della crosta terrestre simili a canyon. Sul motto riportato sul gonfalone cittadino vi è scritto “Grana dat et vina” (trad. “offre grano e vino”), attribuito alla città da Federico II di Svevia, il quale amava questa città tanto da definirla “giardino di delizie”. Egli, infatti, fece realizzare in loco un castello, del quale restano oggi soltanto i ruderi, che aveva la funzione di ospitare lui ed i suoi uomini, prima e dopo le battute di caccia svolte nel territorio murgiano.

L’economia è concentrata soprattutto nell’area artigianale P.I.P., molto vasta. Le attività principali sono il manifatturiero legato al mobile imbottito, alle forniture d’arredamento, la trasformazione dei prodotti alimentari nella fattispecie da vite, da latte e da cereali.”

Le attività nella ristorazione sono piuttosto sviluppate, le quali fanno di Gravina un’importante attrattore per il turismo eno-gastronomico e legato ai prodotti tipici della Murgia. L’agroalimentare gravinese offre pietanze che rappresentano unicità e salubrità nel genere culinario.

Cenni storiografici indicano Gravina come città del grano e del vino (“Grana Dat et Vina”: “offre grano e vino”) come scritto nello stemma araldico cittadino.

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Fiera di San Giorgio a Gravina sette secoli di storia

La fiera di San Giorgio a Gravina in Puglia è la Fiera più antica d’Italia, con oltre sette secoli di storia.

Una Fiera che dura da 722 anni.

La mostra mercato di Gravina è un connubio di cultura, storia, tradizione ed economia, un evento che racconta la storia di un territorio che del rapporto con la campagna e l’ambiente ha fatto una ragione di vita.

La Fiera S. Giorgio di Gravina è una di quelle sopravvissute e si celebra puntualmente ogni anno in aprile dal 1294. La sua longevità, la sua continuità, la sua forza attrattiva si fondano sulle sue buone radici, costituite da elementi geoeconomici, istituzionali e da particolari contingenze storiche.

Noi Carlo II d’Angiò’ assecondiamo le richieste dei cittadini di Gravina, sostenute da Giovanni Montfort o Monfort, loro signore, nostro familiare e consigliere, e concediamo il privilegio di ripristinare le nundine di San Giorgio. Vogliamo che esse durino otto giorno: da 5 precedenti il 23 aprile, festività di S. Giorgio, a due successivi ad essa.

Ordiniamo che la fiera si celebri ubi alias consueverunt nundine fieri, celebrentur singulis annis… , dummodo fient absque dispendio rei pubblice et preiudicio vicinorum”.

Con questo privilegio, rogato e sancito con atto pubblico, Carlo II, l’11 giugno del 1294 autorizzò i cittadini di Gravina, e, per essi, il conte Giovanni Monfort, a ripristinare la Fiera San Giorgio con tutti i suoi privilegi, vantaggi e limitazioni.